Non è sempre facile coltivare e mantenere i rapporti. Ci si dice spesso: "dai, ci sentiremo spesso". In quel momento che lo dici, effettivamente ne sei convinto...
Però, se non c'è la frequentazione assidua e quotidiana, succede che ci si perde di vista.
Ma è mai possibile reiterare la stessa figura-di-merda nel tempo? Ebbene, un mio amico ha questa strana qualità: quando incontra una persona dopo tanto tempo è sua abitudine dire "ti trovo proprio in forma", salvo poi scoprire che quella stessa persona ha passato le peggiori disgrazie nell'ultimo periodo.
La prima volta che questa situazione si è verificata, l'osservazione del mio amico circa il suo invidiabile stato di forma è stata seguita da un secco: "In forma??!! M'hanno appena levato il fegato...".
Un'altra volta, al mare, il mio incauto amico ebbe a riferire la solita frase a un tizio reduce da una delicata operazione (e sì che, essendo in costume, una profonda cicatrice sul suo stomaco era visibile a tutti...).
Infine, di recente, il malcapitato destinatario del fatidico "Sempre in forma, eh!" aveva appena subito un lutto in famiglia, del quale prontamente informava il nostro gaffeur...

Siamo stati proiettati da una distorsione spazio-temporale nel Quadrante Delta, a miliardi di anni luce dal settore 001, dove è ubicata la nostra amata Terra; anche viaggiando a curvatura 9 non saremo in grado di raggiungerla prima di qualche decennio... Così direbbe il capitano Picard qualora l'Enterprise fosse dispersa nella profondità degli spazi infiniti.
Dove siamo finiti tutti? Ognuno forse perso per i cazzi suoi, cantava profeticamente Vasco...
E' un post un pò melanconico quello che viene fuori stasera, ma a volte ci capita di provare queste sensazioni. Più passa il tempo e più risulta difficile mantenere rapporti che una volta erano consolidati.
Nel frattempo mi chiedo se il mio amico Gino è ancora alle prese con gli amletici dubbi sul Capodanno prossimo venturo. Andiamo a
Berlino, Gino, andiamo a Berlino....... ;-)))

OSPITO IL FONDAMENTALE CONTRIBUTO DI UNO DEI MEMBRI DELLA CONFRATERNITA:
Kavalier,
sono onorato di poter essere il primo internauta a varcare le soglie del suo stato pontificio telematico, ovviamente il mio intervento non può non essere condito da qualche news dal suo feudo lucano ..
Gino è disperso nelle paludose e omogeneizzate pianure ginniche del borgo , mentre il suo brillante rivale..di cui non menzionamo il nome ma solo i popolari attributi, con armatura aderente e sinuosa simil Gianni Bugno al Giro delle Fiandre o Antonio Chiacchio mentre galoppa sul suo destriero ciclistico, metteva in risalto le sue grazie nella prestigiosa arena del Castello ove simulava tenzone con amatori erranti in cerca di gloria verso la sua beneamata principessa..mai tentativo da parte di questi combattenti fu più vano..Il Nostro eroe li scoraggiava a colpi di Bicipiti inguinali..di altri racconti e avventure vi racconterò nella prossima missiva , intanto vi ossequio e vi attendo per un torneo calcistico natalizio..
Il suo devoto Valvassino
Già, Capodanno... da "giovani" evocava piacevoli sensazioni, prospettive e promesse; era l'occasione per tirar tardi oltre il consentito, per passare una serata particolare.
Oggi, invece, questa domanda comincia a procurare un certo fastidio. Sembra un rituale che si ripete anno per anno, sempre uguale a sè stesso.
Non voleva essere una riflessione triste. Ma così m'è venuta...
Proposte x un Capodanno alternativo sono ben accette.
Aforisma
Ogni nota del tuo canto oscuro è un petalo dal fiato delicato ed è azzurra; ed è più bella dello scorrere delle foglie che cadono.
(Dylan Thomas)